International initiative to stop the war in Syria Yes to democracy, no to foreign intervention!

Merry Christmas for you and for everybody and peace for Syria

International initiative to stop the war in Syria Yes to democracy, no to foreign intervention!

This initiative consists in calling a delegation of high-ranking personalities of the international public to go to Syria with the aim of opening a national dialogue between the main political and social forces involved in the ongoing armed conflict to pave a way for a political solution.
See details here

Take action and submit your signature as a symbol of your support to the peace initiative in Syria here
French:
Stopper la guerre en Syrie : oui à la démocratie, non à l’intervention étrangère.
Details ici

PDF statements available in English, French, Spanish, Turkish German and Arabic

Un’altra infame menzogna

da napolinowar.wordpress.com:
I jet di Assad bombardano civili inerni in fila davanti una panetteria



Questo video diffuso dall’Osservatorio siriano di Londra mostrerebbe “civili inerni in fila davanti una panetteria uccisi da un bombardamento ordinato da Assad.”
Ovviamente, il video non mostra nessun aereo, nessun cratere di bombe, nessuna donna o bambino colpiti (solitamente sono queste le persone che fanno la fila per il pane) ma soltanto corpi dilaniati di maschi adulti (che non è azzardato ricondurre ai mercenari che stanno mettendo a ferro e fuoco la Siria)
La fila davanti la panetteria sarebbe poi attestata da una forma di pane che qualcuno getta in una pozza di sangue.
La “scena” potrebbe essere qualsiasi cosa: un attacco missilistico contro postazioni di mercenari o una delle tante autobombe che stanno seminando terrore in Siria.
Questa bufala oggi propagata a tutto spiano dai mass media (RAI in testa) ha una credibilità uguale alla famigerata “strage del mercato di Racak” (che i mass media e la NATO addebitarono ingiustamente ai Serbi) e che spianò la strada ai bombardamenti in Kossovo e sulla Serbia.
Tra l’altro, nessuno si direbbe domandarsi che interesse avrebbe Assad a far bombardare civili inermi in fila davanti ad un panificio?

12 dicembre 2012


Tunisia

In Tunisia i dimostranti portano la foto di Nasser (ex leader arabo e un tempo mai dimenticato presidente dell'egitto) e Assad. Come mai? Perchè sono i due simboli dell'indipendenza della sovranità dei Paesi arabi!!!!!

Il popolo siriano ripudia la guerra e vuole la pace

di Socorro Gomes, presidente del Consiglio Mondiale della Pace | da www.vermelho.org.br


Traduzione a cura di Marx21.it

Con il titolo “No alla violenza, si alla democrazia”, il 18 novembre, si è svolta a Teheran una conferenza che ha riunito 200 esponenti del governo e dell'opposizione della Siria, con l'obiettivo di riannodare i fili del dialogo nazionale. All'incontro, tra gli altri erano presenti il segretario del Partito Comunista Siriano Ahmar Bagdash e Ali Heidar, già oppositore di Assad e oggi nominato ministro per gli Affari della Riconciliazione Nazionale. Hanno assistito alla conferenza, insieme a rappresentanti delle istituzioni iraniane e agli ambasciatori di Cina e Russia, anche personalità del mondo politico e dei movimenti sociali provenienti da paesi della regione e di altri continenti, particolare dall'America Latina (spiccava la presenza del diplomatico nicaraguense Miguel D'Escoto, ministro degli esteri dopo la Rivoluzione sandinista ed ex presidente dell'Assemblea Generale dell'ONU). Ha portato il suo contributo, a nome del Centro Brasiliano di Solidarietà ai Popoli e Lotta per la Pace (Cebrapaz), anche la compagna Socorro Gomes, militante del Partito Comunista del Brasile e presidente del Consiglio Mondiale della Pace (http://www.wpc-in.org/).


Ringrazio per l'invito, che mi onora molto come attivista brasiliana dei movimenti sociali pacifisti, a partecipare a questa riunione convocata dal governo della Repubblica Islamica dell'Iran.

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RIUNIONE NAZIONALE DEGLI ADERENTI AL DOCUMENTO "GIÙ LE MANI DALLA SIRIA"

La riunione nazionale degli aderenti al documento "Giù le mani dalla Siria" è stata rinviata a data da destinarsi

La riunione nazionale degli aderenti al documento "Giù le mani dalla Siria" è stata fissata per domenica 2 dicembre dalle ore 10 alle ore 14, presso la Casa della Pace in via di Monte Testaccio 22 , Roma . La Casa della pace si trova a circa 1 km a piedi dalla stazione metro Ostiense linea B.

INIZIATIVA DELL'11 NOVEMBRE 2012: INTERVENTO DI S. PUTTINI

Siria: guerra civile o ingerenza imperialista?
Relazione tenuta l’11 novembre 2012 alla Casa Rossa
All’iniziativa del Comitato contro la guerra di Milano

Ci troviamo di fronte all’ennesima tragedia e di fronte all’ennesimo pericolo di un’altra guerra della Nato alle porte di casa.
Eppure dopo la guerra fredda ci era stata raccontata la favola di un mondo che avrebbe vissuto nella pace, nella prosperità, nel benessere. I fatti hanno parlato una lingua molto diversa. La Triade dei paesi capitalistici avanzati ha assunto da allora una postura sempre più aggressiva verso l’esterno ed anche verso l’interno, verso i propri popoli e verso i propri lavoratori.

Dopo la guerra fredda la fine del campo socialista ha permesso agli Stati Uniti, in quanto unica superpotenza rimasta, di cercare di imporre al mondo un ordine unipolare che avesse in Washington l’unico centro decisionale. Gli Stati Uniti hanno cercato di raggiungere questo ambizioso obiettivo sviluppando alcune iniziative: cercando di ottenere una netta supremazia nella armi strategiche (va inserito in questo contesto la decisione di costruire uno scudo antimissilistico che dovrebbe annichilire la capacità di dissuasione della Russia e della Cina); puntando al controllo diretto delle principali fonti energetiche (ed è la ragione per la quale il Medio oriente e l’Asia centrale hanno assunto un ruolo sempre più di rilievo nell’agenda delle amministrazioni statunitensi); e infine scardinando la sovranità delle nazioni, perché la sovranità nazionale è il principale argine che si trovano di fronte nel loro tentativo di penetrazione.

Questo tentativo di egemonia ha attraversato due fasi: la prima nel decennio immediatamente successivo alla caduta del muro di Berlino, fino alla guerra alla Jugoslavia, è stata una fase nella quale gli Usa hanno avanzato senza incontrare alcuna resistenza fin nel cuore dell’Europa; la seconda è invece caratterizzata da un contrasto molto più aspro a causa dell’ascesa della Cina, della riemersione della Russia come un attore geopolitico significativo e dell’emancipazione dell’America latina. In questa fase gli Usa si sono trovato di fronte a paesi che non erano più disposti a cedere alle loro ambizioni e a subire passivamente le loro iniziative. Questi paesi hanno cercato di concertarsi tra loro in funzione antiegemonica. Siamo in una fase di transizione tra un tentativo di equilibrio unipolare palesemente in crisi e l’emergere di un equilibrio multipolare.
Questa sfida matura in un contesto che per gli Usa è, dal punto di vista economico, sempre più difficile. A Washington hanno deciso di ricorrere sempre più massicciamente alle armi e alle operazioni di destabilizzazione, campi nei quali gli Usa hanno oggi una schiacciante supremazia.

- Un lungo elenco di aggressioni e mistificazioni continua...

Siria: i primi sei mesi (marzo – settembre 2011). Notizie omesse. Falsità svelate

Siria. i primi sei mesi (marzo – settembre 2011). Notizie omesse. falsità svelate

di Pierangela Zanzottera

Da tempo la natura armata dell’opposizione siriana è nota a tutti, anche se qualcuno (o forse tanti) si ostinano a parlare di “manifestanti a mani nude repressi dal regime”. Ma soprattutto, quel che si continua a ripetere, è che “nei primi mesi, fino a ottobre, la rivolta era assolutamente pacifica”. Questa rassegna di notizie omesse dimostra che fin dall’inizio fra le fila dei rivoltosi ci sono stati gruppi armati. Questo ha scatenato la guerra.

24/2: La pagina Facebook a sostegno della "rivoluzione" siriana (Syrian Revolution 2011), aperta a fine gennaio e fomentatrice di odio verso il governo, scrive "il nostro appuntamento è il 15 marzo".

25/2: La pagina arriva a 25mila fan in un giorno. (AFP)

8/3: In Italia arriva la notizia, diffusa dalla libanese Samir Kassir Foundation, di un arresto a fine febbraio di alcuni bambini di Daraa. Voci sostengono, senza tuttavia riportare alcuna prova fotografica, che le autorità hanno strappato loro le unghie e violentato alcuni. La notizia si susseguirà su molti siti e media, senza mai arrivare a un'unica versione "ufficiale" (di volta in volta, infatti, variano ora il numero dei giovani ora 10 ora 18 ora 25, e le loro età, talvolta tra i 9 e i 10 anni, talaltra tra i 10 e i 14 fino ad arrivare tra i 13 e i 16 anni).

17-18/3: Primi giorni di manifestazioni a Daraa a chiusura dei quali si segnalano 7 morti tra le forze dell'ordine e 4 tra i manifestanti. Sui nostri media non si parlerà dei primi 7 morti, ma lo racconta una fonte israeliana: http: //www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/143026#.UKlBx-MSUqA

18/3: Manifestazioni a Daraa con danni a edifici pubblici e privati.

19/3: Secondo fonti all'interno del canale Orient Tv con sede a Dubai un certo numero di redattori e capi dipartimento hanno presentato le proprie dimissioni lamentando la mala gestione del canale e invitando il responsabile, Ghassan Abboud, a scusarsi con il popolo siriano per la campagna di parte e non professionali sulla Siria. - Formazione di una commissione di inchiesta sui fatti di Daraa.

23/3: Il governo siriano dichiara di possedere prove del coinvolgimento giordano nell'incitamento alla sovversione e alla distruzione di proprietà pubbliche a Daraa. – Un gruppo armato attacca alcuni medici su un'ambulanza a Daraa: ucciso un medico e un paramedico.

24/3: al-Arabiya annuncia l'incendio al palazzo di giustizia di Daraa ore prima che accada! -Manifestazioni contro campagna mediatica http://www.youtube.com/watch?v=GA26i9P-vm0 (uccisione medico, ritrovamenti armi e denaro, sms da israele per invitare alle manifestazioni).

27/3: Trovato ucciso a Latakia quello che viene descritto come uno dei capi della sedizione e di finanzieri ed è di nazionalità giordana ed era stato trovato nella sua borsa una grande quantità di dollari, banconote siriane e pistola e due Adoaat granate. – Circolano voci – false – che l'acqua di Mazzeh (Damasco) sia avvelenata; segnalati movimenti sospetti nel quartiere e un gruppo armato nelle campagne di Lattakia che spara contro cittadini. – 300 arresti a Lattakia, molti non siriani ma libanesi, iracheni, giordani, uno statunitense. – 10 tra agenti e cittadini uccisi a Lattakia da elementi armati.

28/3: A Daraa si sono formati comitati popolari per la protezione della popolazione e si è dato il via a una raccolta fondi per il restauro degli edifici bruciati. Avviato anche, da parte degli anziani, il lavoro di riconciliazione. – Confiscate 7 barche cariche di armi arrivate dal Libano. – Bashar al-Assad ha ricevuto le chiamate dei rappresentanti di Kuwait, Bahrain, Iraq e Qatar che hanno espresso la loro solidarietà e vicinanza alla Siria di fronte alla congiura. – Manifestanti egiziani (tra organizzatori della primavera in Egitto) arrestati in Siria: http://www.youtube.com/watch?v=ODzX0EjPMW0&feature=player_embedded

[continua...]
DOMENICA 11 NOVEMBRE
ALLA CASA ROSSA
VIA MONTE LUNGO 2 – MM1 TURRO
ORE 10.30
INCONTRO E DIBATTITO
“Siria: guerra civile o intervento imperialista?”
CON
SERGIO RICALDONE CONSIGLIO MONDIALE DELLA PACE
SPARTACO PUTTINI RICERCATORE
OSAMA SALEH COMITATO ‘GIÙ LE MANI DALLA SIRIA’
IYAD KHUDER
(IN COLLEGAMENTO SKYPE DA DAMASCO) INGEGNERE ELETTRONICO
DOCENTE UNIVERSITARIO DI FISICA E MATEMATICA
ORE 13: PRANZO ITALO – SIRIANO DI SOTTOSCRIZIONE
PER IL COMITATO CONTRO LA GUERRA – MILANO

Manifestazione del 27 Ottobre a Milano

Cari Amici e Compagni,
la manifestazione del 27 Ottobre a Milano contro tutte le guerre e tutti i terrorismi, per la liberazione dei 5 Cubani sequestrati e detenuti ingiustamente in USA e alla memoria del giovane Ardizzone, si è svolta con successo e grande partecipazione.
Lo spezzone del Comitato contro la Guerra Milano accompagnato dagli amici siriani e dalle associazioni che lo costituiscono ha avuto buona visibilità, sono stati consegnati centinaia di volantini contro la guerra alla Siria e contro la disinformazione mediatica che annunciano l'iniziativa pubblica di approfondimento e raccolta fondi che si terrà l'11 novembre dalle ore 10,30 presso la Casa Rossa in Via Montelungo 2 a Milano.
Ancora una volta si è potuto vedere come ci sia la più lineare chiarezza per ciò che riguarda i partecipanti allo spezzone aperto dalla grande bandiera siriana a cui seguiva immediatamente lo striscione del Comitato contro la Guerra - Milano.



"È un illuso chi pensa di piegare la Siria"

a cura della Redazione di Contropiano
da www.contropiano.org

Intervista a Ammar Bagdach, segretario generale del Partito Comunista Siriano (PCS).

In mezzo alla campagna di disinformazione sulla crisi in Siria – la maggior parte delle volte basata su testimoni senza nome che offrono cifre “indeterminate”-, Ammar Bagdach, segretario generale del Partito Comunista di quella nazione araba, ha acconsentito a condividere con il giornale cubano Granma una realtà molto distante da versioni mediatiche parziali .

Quali sono stati i principali compiti portati avanti dal PCS da quando si è scatenata la crisi?

"In primo luogo, la lotta per preservare l’indipendenza nazionale, la sovranità e la linea patriottica antimperialista della Siria, e per gli interessi e le rivendicazioni delle masse popolari meno abbienti.

"C’è un altro compito molto importante, soprattutto nel contesto che ci viene imposto, la difesa della produzione nazionale. Applichiamo sempre la disposizione dettata dal leader storico del Partito, Khaled Bagdach: la difesa della patria e la difesa del pane del popolo.

“Il nostro Partito sta svolgendo un ruolo di mobilitazione molto importante con il popolo per denunciare la natura della cospirazione che è stata ordita contro di noi. Le prime mobilitazioni di massa, che dall’anno scorso sono state fatte davanti alle ambasciate delle grandi potenze, sono state organizzate ed hanno avuto una partecipazione sostanziale da parte del nostro Partito. Davanti alla sede diplomatica della Francia, il popolo ha chiarito che non dimentica i crimini commessi dal colonialismo francese nel nostro paese. Abbiamo innalzato uno striscione con la frase del Generale De Gaulle: “E’ illuso chi pensa di poter piegare la Siria”.

Che impatto hanno avuto nel paese le misure che il Governo ha preso dopo la crisi?

"Sono state prese molte misure per garantire l’ampliamento delle libertà democratiche, la più importante è stata quella di deroga delle leggi marziali, è stata proclamata anche quella dei partiti, ed è stata adottata una legge molto avanzata sulla stampa.

Il PCS ha lottato per molto tempo affinché si restituisca la nazionalità siriana a quei kurdi che ne sono stati privati a seguito del censimento eccezionale che fece il governo reazionario nel 1962. Ci sono circa un milione di kurdi in Siria e la maggior parte ha la sua nazionalità, ma è stata ridata a 136 mila kurdi che non l’avevano. È stata pure proclamata una nuova Costituzione e alcuni analisti considerano che la cosa più importante è la modifica dell’Articolo 8 che stabiliva che il capo dello stato doveva appartenere al partito BAAS.

"La maggior parte delle misure democratiche che sono state adottate e le riforme che sono state fatte erano incluse nel programma di azione del PCS, che stava esigendo con gran forza la loro adozione.

Il Consiglio dei Diritti Umani ha approvato una risoluzione che contiene una mozione di censura contro Damasco per la tragedia di Houla e prolunga di sei mesi il mandato della Commissione d’Inchiesta in Siria. Qual è la sua valutazione al riguardo, e cosa pensa del ruolo della Russia, della Cina e dell’ONU in questo conflitto?

"Sul massacro di Houla, le informazioni che ha il PCS in quella regione sono che non è stata perpetrato da forze governative, ma dagli insorti, e l’hanno fatto tre giorni prima della discussione dell’argomento al Consiglio di Sicurezza affinché fosse uno strumento di pressione sull’organizzazione.

"Il ruolo di Russia e Cina è stato positivo rispetto alla crisi siriana, loro stanno difendendo i propri interessi geostrategici, tenendo conto delle forti pressioni che esercitano gli Stati Uniti su di loro, e per questo gli interessi di questi due paesi convergono con quelli del popolo siriano in difesa della propria patria e sovranità nazionale

"Rispetto al ruolo dell’ONU, dalle posizioni che ha adottato il Segretario Generale, risulta chiaro che risponde disciplinatamente alle istruzioni degli Stati Uniti. In quanto all’attività dei suoi delegati Kofi Annan e ora Lajdar Brahimi, noi come partito politico siamo stati contrari a quell’iniziativa perché la sua essenza è stata quella di spogliare il Governo siriano degli strumenti con cui conta per assumere la difesa della propria sovranità.

Un pronostico: Quale deve essere, secondo il partito Comunista, la conclusione della crisi in Siria?

"In primo luogo bisogna mantenere una posizione ferma, severa di fronte alle azioni sovversive e ai sabotaggi degli insorti. Quelli che non fanno azioni terroriste bisogna affrontarli con gli stessi mezzi cui loro ricorrono, con altri punti di vista e progetti. La sovversione, gli omicidi e le operazioni terroriste bisogna affrontarle con l’applicazione della legge.

"La garanzia fondamentale della fermezza della Siria risiede nel soddisfacimento delle necessità del popolo, questo significa che ci sono molte leggi economiche, sociali, che devono essere riviste. L’intento di arrivare a una soluzione di compromesso tra forze patriottiche e non patriottiche significa ritrattare gli interessi della patria, una involuzione. Non appoggiamo questo.”

http://www.granma.cu/espanol/noticias/4octubre-es-iluso.html


Terzi nega il visto ai parlamentari siriani. La lettera a Napolitano

Alla c.a del Presidente della
Repubblica Italiana
On. Giorgio Napolitano

Oggetto: Diniego Visto per i Deputati della Delegazione Parlamentare Siriana.

Illustrissimo Presidente,
Ci rivolgiamo a Lei quale massima autorità della Repubblica Italiana e garante e responsabile politico della fase di transizione che sta vivendo l'Italia in questo periodo storico.
Da anni, il Centro Italo Arabo, Assadakah, si impegna a favorire il dialogo con i Paesi aderenti alla Lega araba, perseguendo con tenacia e grazie al supporto dei propri aderenti, i principi legati alla ricerca della pace, della tolleranza e del rispetto fra i popoli.
Il nostro impegno è aumentato in questi ultimi anni, anche a seguito dei sommovimenti politici in Nord Africa e Medio Oriente.
Il dialogo e il confronto anche di posizioni antitetiche rappresentano per noi valori imprescindibili.
Tenendo fede a tali principi, Assadakah ha invitato in Italia, per la prima settimana di ottobre una Delegazione di parlamentari Siriani.
Il recente diniego del visto da parte del Ministero degli Esteri ai membri della Delegazione Siriana, la cui visita in Italia era stata programmata da lungo tempo, rappresenta un atto di inaudita gravità, che vanifica i tentativi di dialogo e cooperazione tra il Nostro Paese e la Siria, che il Centro Italo Arabo ha tentato di perpetuare con il supporto delle Istituzioni parlamentari.
La Delegazione, infatti, avrebbe dovuto partecipare ad incontri istituzionali con i membri della Commissione Affari Esteri al Senato e con il Presidente della Commissione On. Lamberto Dini, avrebbe inoltre dovuto incontrare i rappresentanti della I Commissione Affari Costituzionali e Presidenza del Consiglio ed Interni

Tale atto, che ha suscitato la ferma reazione anche delle Istituzioni Parlamentari coinvolte, viola i principi della democrazia e del rispetto dei popoli che sono alla base della nostra Carta costituzionale. La posizione del Ministro che vede nella soluzione bellica l’unico mezzo utile ad arginare le violenze in Siria si pone in netta antitesi con l’art. 11 della nostra Costituzione.
Le chiediamo un intervento fermo che arresti l'insipienza e l'intolleranza manifestata con questo atto dal Ministero degli Esteri italiano.
Ci rivolgiamo a Lei, che in anni di onorata carriera politica e istituzionale ha dato prova di grande apertura mentale, tolleranza ed alta moralità, affinché il Nostro Paese sia ancora un esempio di propensione al dialogo, alla pace e alla tolleranza tra i popoli, e possa uscire dallo Stato di marginalizzazione internazionale nel quale l’hanno relegata gli accadimenti e le decisioni politiche dell’ultimo periodo.
Il nostro è da sempre un Paese libero e aperto e auspichiamo che tali principi “faro” per l’Italia e gli italiani non vengano offuscati e infangati da scelte politiche troppo tecniche e poco umane.
Auspicando in Suo intervento risolutore
Le porgo i miei più Cordiali Saluti

Il Segretario Generale della Federazione Assadakah

Raimondo Schiavone

5 ottobre

DAL COMITATO CONTRO LA GUERRA MILANO DOPO RIUNIONE DEL 3 OTTOBRE 2012

Ieri mattina" scontri anche ad Aleppo, dove tre autobombe sono esplose nel centro della città provocando "decine di morti e feriti". Il bilancio è di almeno 48 morti e di un centinaio di feriti. Secondo quanto riferito da testimoni, le vetture sono esplose nella famosa piazza Saadallah Al-Jabiri, dove si trovano gli uffici governativi. La maggior parte delle vittime sono militari." Nella stessa giornata "5 persone sono morte e 13 sono rimaste ferite dall'esplosione di un proiettile di mortaio caduto in territorio turco lungo la frontiera con la Siria, nel villaggio di Akcakale. Morte due donne e le tre figlie di una delle due, tra cui una bambina di sei anni. Negli ultimi giorni Akcakale è stato spesso colpito da proiettili vaganti."
Il Comitato contro la Guerra Milano, di fronte alle notizie di cui si è discusso nella riunione di ieri sera, vede con preoccupazione il comunicato di solidarietà della NATO verso la Turchia e ritiene, così come gli stessi mass media riportano(Repubblica, TG Rai News 24), che sarebbe a dir poco paradossale addebitare alla Siria la volontà di attaccare il potente vicino turco. Non si riuscirebbe a capire come la Siria possa trarre vantaggio da un'entrata in guerra della Turchia. Non è un caso che il governo siriano ha già dichiarato di voler indagare sull'episodio, che ha già causato la reazione turca attraverso bombardamenti che hanno colpito obiettivi siriani presso il confine.
Il Comitato contro la Guerra Milano ritiene questi fatti come parte di un possibile preludio di guerra aperta, attraverso l'internazionalizzazione di un conflitto che è già internazionalizzato all'interno dei confini siriani; è ben noto che combattenti, mercenari e non, così come uomini legati al governo italiano, siano già sul terreno siriano a guerreggiare contro le truppe di Damasco.
L'episodio del Golfo del Tonchino che servì da innesco per la guerra al Vietnam è ancora ben presente nella memoria; è molto verosimile che questa provocazione (che avviene attraverso un colpo di mortaio) sia stata opera degli uomini delle stesse organizzazioni che hanno fatto esplodere le bombe nel centro di Aleppo, dove si trovano gli uffici governativi.
Nella riunione di ieri sera il Comitato contro la Guerra Milano ha deciso che alla prossima assemblea nazionale dei promotori dell'Appello "Giù le mani dalla Siria!" proporrà una data, ancora da convenire, in cui ci si mobiliti contro la guerra alla Siria nelle diverse città italiane.
Nel frattempo occorre tenere ben presente che il livello di allarme si è elevato. È bene dunque avere chiaro che, visti i venti di guerra, potrebbe occorrere una risposta immediata al possibile conflitto aperto che la NATO e i suoi amici - il governo italiano incluso - vogliono far scoppiare; inquietanti a questo riguardo le parole del "Professor Monti", che senza mezzi termini ha voluto rassicurare circa la possibilità che l'Italia non si tirerebbe indietro laddove occorresse...
Nelle stesse ore oltre a notizie di venti di guerra giunge la notizia che la Corte dei Conti valuta le "manovre finanziarie" del "Professor Monti" manovre che portano recessione e miseria per il Paese.
Suggeriamo a tutte le realtà promotrici dell'Appello "Giù le mani dalla Siria!" di riunirsi frequentemente per tenersi pronti.
Oggi più che mai tenersi pronti è cosa saggia ricordando che la politica estera dell'Italia è strettamente connessa alla sua politica interna, tesa a piegare i lavoratori e a generare miseria.

DAL COMITATO CONTRO LA GUERRA MILANO REPORT DELLA RIUNIONE DEL 26 SETTEMBRE 2012

Il Comitato contro la Guerra Milano si è riunito per fare il bilancio del lavoro svolto. Il ventagliio di adesioni raccolte dice che quella filosofia "ferma e aperta" ispiratrice delle azioni fin qui compiute e di quelle future non lascerà spazio ad ambiguità.
La valutazione condivisa unanimemente è positiva per la partecipazione che, nonostante le difficoltà, si è espressa nella piazza. Il Comitato ha visto con piacere la partecipazione di Massimo Gatti così come quella di Vittorio Agnoletto.
Ha stabilito di partecipare alla riunione nazionale contro la guerra alla Siria che si terrà a Roma, domenica 30 settembre. Ha inoltre deciso di proseguire con il suo lavoro volto all'aggregazione larga di forze che si battano affinché l'Italia non contribuisca alla guerra di aggressione contro la Siria.
Il Comitato non può non manifestare la sua contrarietà verso le sterili polemiche in cui taluno si è esercitato. Trattare le questioni mediorientali può non essere semplicissimo per la complessità che le caratterizza, è questo uno dei motivi che ha indotto il Comitato ad avere un comportamento realmente distaccato. Si deve sapere che si è presa buona nota di quanto si fa "girare in rete". E questo non ha generato nessun dibattito interno. La scelta condivisa è quella di ignorare la pochezza degli argomenti usati per operare quelli che "eufemisticamente" potremmo definire "distinguo".
La calma è la virtù dei forti, per tenere duro occorrerà la forza necessaria. Anche per l'orientamento che ha connaturato la sua azione, il dibattito che ha stimolato anche in province lontane, abbiamo avuto un messaggio che del Comitato diceva così: "Forse è ancora poco se lo si considera, certamente è molto se lo si paragona".
Salutiamo con vero piacere coloro che hanno voluto manifestare la loro adesione personale, così come le numerose associazioni e soggetti organizzati che hanno voluto segnalarla.
Si è scelto di inserire l'articolo 11 della Costituzione Italiana, che ha radici nella Resistenza, per varie ragioni... Si rende noto che rimarrà lo spartiacque discriminante per le finalità internazionaliste del Comitato contro la Guerra Milano.
Forse è anche per questo che l'orientamento è stato condiviso largamente. Lo spartiacque rimarrà intoccato anche per l'avvenire. Intellegenti pauca.

RIUNIONE NAZIONALE CONTRO LA GUERRA ALLA SIRIA 2

Roma, domenica 30 settembre, alle ore 10 in via Giolitti 231.
Il Comitato contro la Guerra Milano parteciperà

RIUNIONE NAZIONALE CONTRO LA GUERRA ALLA SIRIA 1

Care compagne e cari compagni,
la politica di aggressione imperialista in Medio Oriente si intensifica di giorno in giorno, segnando il punto più alto nella crisi siriana. E’ ormai evidente l’impegno diretto delle forze NATO e della Lega Araba nel ridisegnare un Medio Oriente ed un Mediterraneo pacificati e sottomessi agli interessi neocoloniali e di rapina. Fondi, armi ed una poderosa macchina mediatica stanno costruendo le condizioni per una ulteriore escalation militare, rafforzata dalle minacce di aggressione all’Iran e alla resistenza libanese.
La normalizzazione imposta dall’Islam politico reazionario, forte anche del sostegno delle cancellerie europee e statunitense, ha messo il bavaglio alle proteste popolari in Tunisia e in Egitto; in Bahrein, dove ha sede un’importante base navale USA, la repressione è violentissima.
Come RdC, insieme ad altre forze, abbiamo promosso l’appello “Giù le mani dalla Siria”, che nel giro di pochi giorni è stato sottoscritto da molte altre strutture come le vostre e ha suscitato l’interesse e l’attenzione di molti compagni. L’appello ha avuto il merito di denunciare, in coerente continuità con i movimenti contro la guerra, il ruolo criminale svolto dalle guerre umanitarie, contestando al tempo stesso quel pacifismo con l’elmetto che di nuovo, con l’aggressione alla Libia e oggi alla Siria, appare sempre più subalterno ed eurocentrico.
Una scelta politica gravissima, che cade proprio mentre il governo Monti si presenta in perfetta sintonia con la rinnovata politica di potenza espressa dall’Unione Europea: all’interno e all’esterno dei propri confini, guerra sociale e guerra di rapina. Cari compagni,
per dare continuità all’appello da tutti noi sottoscritto, crediamo che sia utile e necessaria una riunione di confronto politico sull’attuale scenario, in cui valutare assieme i passaggi politici e le possibili mobilitazioni di massa da mettere in campo nel prossimo periodo.
Poiché sia la NATO sia la Lega Araba ed Israele non escludono, anche a breve, un attacco militare contro la Siria e l’Iran, pensiamo sia importante non andare troppo in là con i tempi;
vi proponiamo di vederci a Roma, domenica 30 settembre, alle ore 10 in via Giolitti 231.
Per la Rete dei Comunisti
Marco Benevento

COMUNICATO CONTRO LA GUERRA MILANO

GIÙ LE MANI DALLA SIRIA
GIOVEDI’ 20 SETTEMBRE ore 18
PRESIDIO-MANIFESTAZIONE in PIAZZA FONTANA


Nonostante il divieto della Questura di Milano, che solo il giorno prima ha comunicato lo spostamento della manifestazione da piazza San Babila (come reso noto dall’inizio) a piazza Fontana, il presidio del Comitato Contro la Guerra Milano è riuscito.
Gli interventi si sono svolti in un clima di partecipazione attenta, a partire dalle 18 per terminare poco dopo le 20.
Il Comitato Contro la Guerra Milano si riunirà a breve per un bilancio del lavoro svolto. Il 20 settembre è una data di inizio per un organismo che è destinato ad agire in futuro, visti i venti di guerra; le adesioni pervenute hanno evidenziato un orientamento ben definito, ampiamente condiviso, che non lascia spazio ad ambiguità.
La filosofia del Comitato rimarrà, come nei contenuti che hanno riscosso tante adesioni, ferma e aperta, con un elemento che rimarrà però discriminante: l’ispirazione alla nostra Costituzione, nata dopo un catastrofico conflitto e scritta anche da coloro che hanno dato vita (e la vita) alla Resistenza.

CONTRO LA GUERRA SEMPRE! GIU’ LE MANI DALLA SIRIA!

GIOVEDI’ 20 SETTEMBRE ore 18
PRESIDIO-MANIFESTAZIONE
in Piazza S.BABILA
FONTANA


E’ in atto una grande campagna di disinformazione fondata su menzogne per farci accettare la partecipazione dell’Italia ad una aggressione criminale contro un Paese sovrano come la Siria.
Le potenze della NATO (Italia compresa) alleate alla monarchia dell’ Arabia Saudita e del Qatar, stanno cercando per motivi economici e geopolitici di ridisegnare la mappa del Medio Oriente, questo non ha niente a che fare con la “democratizzazione” come ci insegna la situazione in cui si trovano Afghanistan, Iraq, Libia, dove ora regna povertà e violenza, una grande parte della popolazione è morta o rimasta ferita sotto le bombe, e tutto questo per arricchire alcuni Paesi dell’occidente come durante il vecchio colonialismo.
Lo schema collaudato per raggiungere questi obiettivi prevede la creazione del consenso popolare attraverso la disinformazione in TV e sui giornali, per avvalorare la necessità di un intervento armato dovuto a ragioni “umanitarie”. Il cosiddetto “intervento militare umanitario” ha sempre portato ad imponenti violazioni dei diritti umani e all’azzeramento del fondamentale diritto di autodeterminazione dei popoli.
Si mira ad insediare governi fantoccio, come in Afghanistan o in Iraq, ancora più oppressivi dei precedenti, anche contro le donne e le istanze di progresso, l’importante è che siano leali e subordinati agli interessi occidentali. Per ottenere questo risultato le potenze imperialiste fomentano la violenza finanziando e armando i conflitti interni addirittura inviando consiglieri militari, mercenari e armamenti sofisticati.
Per la guerra all’IRAQ i cui motivi sono stati completamente inventati sono morte centinaia di migliaia di civili iracheni, si sono spesi centinaia di milioni di euro che avrebbero dovuto essere spesi per la sanità, la scuola, i servizi sociali, per garantire il diritto alla casa e una vita più dignitosa per tutti.
NON UN SOLDO PER LA GUERRA!
L’Italia ripudia la guerra come strumento d’offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, questo recita l’Art. 11 della nostra Costituzione nata dalla Resistenza.
Ci opponiamo fin da ora alla “no fly zone" che è un intervento militare diretto, con distruzioni e massacri di civili, come ben sappiamo. Vogliamo dal Governo Monti, che ha tagliato le pensioni e i diritti dei lavoratori e dei cittadini aumentando invece le spese militari, e dai Partiti che lo sostengono in Parlamento, la cessazione immediata di qualsiasi appoggio esterno ai belligeranti; da subito taglino le spese militari e pongano fine a tutte le missioni all’estero.

Noi organizzazioni e cittadini di diverso orientamento e differenti sensibilità sentiamo il dovere di chiamare alla mobilitazione contro la minaccia di guerra aperta alla Siria e anche all’Iran, con grave pericolo di estensione del conflitto difficile da prevedere.
Comitato contro la guerra Milano